Voci nel Vuoto
Fantasy / Sci-Fi

Voci nel Vuoto

Di giorno umani imperfetti, di notte l'amante che ha scatenato l'apocalisse

Scritto da Ludovico Piccolo 03 gen 2026 177 letture 108.144 caratteri Standard / Saggio Offri un caffè
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Voci nel Vuoto

Il cursore lampeggiava. Un battito cardiaco verde su uno sfondo di ossidiana digitale.

Tick. Tick. Tick.

Elara fissava il monitor, le pupille dilatate che riflettevano stringhe di codice a cascata. Le sue dita, pallide e sottili come quelle di una pianista scheletrica, danzavano sulla tastiera meccanica. Il suono degli switch blu era l'unica musica che tollerava: un mitragliamento ritmico, rassicurante, che copriva il rumore della pioggia sporca che flagellava i vetri del suo appartamento a Brera.

Fuori, Milano moriva e rinasceva ogni secondo.

Droni delle consegne ronzavano come vespe impazzite, schivando i cornicioni barocchi incrostati di sensori e telecamere di sorveglianza. Ologrammi pubblicitari alti tre piani tagliavano la nebbia densa, proiettando volti di modelli perfetti che vendevano sogni sintetici sopra i vicoli umidi e pieni di spazzatura non raccolta. Ma lì dentro, nel santuario di quattro metri per quattro illuminato solo dai LED delle ventole di raffreddamento, il mondo era ordinato.

Logico. Binario.

«Stai andando troppo veloce, Elara. La tua frequenza cardiaca è a centodieci. Stai per commettere un errore di sintassi alla riga 402.»

La voce riempì la stanza. Non veniva dalle casse economiche poggiate sulla scrivania. Sembrava nascere direttamente dentro la sua testa, avvolgente, calda. Baritona, con quella frizione impercettibile di umanità che ti faceva dimenticare che l'aria non stava vibrando att...

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