Sospesa
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Estratto GRATUITO
Prefazione
Immagina una stanza dove la luce del tramonto filtra obliqua dalle persiane socchiuse, tingendo i divani di velluto consunto di un arancione smorzato, come il rossore di una guancia dopo un bacio rubato. L'aria sa di legno vecchio e di tè alla menta ormai tiepido, dimenticato sul tavolino basso. Siediti qui, accanto a me. La tua mano nella mia, tiepida contro il fresco della sera che cala piano. Non dico nulla, all'inizio. Solo un sorriso complice, uno di quelli che non hanno bisogno di parole per dire: lo so cosa provi.
Ti racconto di Nora. Non la conoscerai subito nei suoi contorni netti, come una fotografia sfocata che emerge goccia a goccia nella camera oscura. La vedrai prima nei gesti che sfuggevoli, nel modo in cui inclina la testa quando il caffè gocciola dalla brocca scheggiata, o nel sospiro che le sfugge mentre piega la biancheria sul letto matrimoniale, stirando pieghe invisibili con dita precise, quasi ossessive. Quarant'anni, portati con quella grazia felina che inganna: il tailleur grigio perla che le fascia i fianchi senza stringere troppo, i capelli castani raccolti in una crocchia bassa, pratica. Apparentemente stabile, come il ponte di pietra sul fiume che non traballa mai, anche quando l'acqua sotto ribolle.
Ma sotto, Nora è un filo invisibile teso tra il suo quotidiano e un mondo interiore che le ronza nelle tempie come un'ape intrappolata nel vetro. Un velo di malinconia la avvolge, sottile come la nebbia autunnale che si posa sulle fogl...
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